In
un mondo post moderno si svolgono una serie di delitti in cui vittime, assassini,
imputati, investigatori si inseguono scambiandosi quasi di ruolo nel tentativo
di scardinare un sistema vivere ormai troppo omologato, troppo controllato,
troppo forzato.
Il breve romanzo si sviluppa su due storie parallele, due modi di vedere e percepire
la realtà ed i sogni, due modi di vivere, due intuizioni. Da una parte
la ricerca, la riflessione, l’amore, la gratuità. Dall’altra
la rabbia, l’egoismo, la sete di gloria e successo, ma anche il dubbio
e la paura di sbagliare ai bivi della vita.
Le due strade sembrano non toccarsi mai ma solo insieme riescono a portare avanti
la storia. Riusciranno i due mondi a incontrarsi, conciliarsi, fondersi ? La
domanda rimarrà sospesa fino alle ultime pagine.
Un codice sconosciuto fornisce il pretesto allo scrittore per cominciare il
racconto. E’ lo stesso codice a far muovere una delle due piste della
narrazione, nel tentativo di associare quella sequenza quasi magica di numeri
a tutte le sue possibili combinazioni. E’ come se in quel numero ci sia
un fatto prestabilito da scoprire. Un presagio ad un evento ineluttabile. Allo
stesso tempo la stessa sequenza è una creazione, un’intuizione
che apre porte, permette accessi a nuove opportunità. Quale dei due modi
corrisponde all’essenza di tale traccia ? Servirà seguire tutta
l’altra storia per rovesciare completamente quel numero e capirne una
nuova chiave di lettura.
La
parola, la musica e le immagini costituiscono le diverse dimensioni in cui è
possibile vivere l’opera. Da questa intuizione nasce l’idea del
DYNAMIC READING: lettura, musica ed immagini si susseguono in un percorso di
un’ora che porta lo spettatore a vivere il libro da angolature inaspettate,
in un tuffo continuo di nuove emozioni e sentimenti.
Attratto dall’infinitamente piccolo e dall’infinito che riescono a manifestarsi nella vita quotidiana, nel singolo gesto, nel simbolo più semplice: la sua è una continua ricerca per fissare l’esatto fotogramma. Ogni movimento, ogni azione, ogni pensiero, ogni oggetto racchiude in sé l’istante di magia, di spiritualità, di trascendente.
Tempo (passato e futuro), ricordi, sogni si dilatano o stringono a seconda delle necessità. I silenzi, le parole non dette si caricano di significati. Come nella musica, i silenzi non sono spazi vuoti ma parte integrante della stessa composizione. Da questa idea deriva la sua scrittura: spezzata, proprio a far pesare lo spazio, la pausa, l’attesa, la pace.
Il suo mondo è la città, all’alba e di notte. Luoghi in cui persone si incontrano in modo diverso dal giorno: dove le differenze sociali possono enfatizzarsi o appiattirsi, dove il dolore e la gioia del vivere assumono più peso. Le zone industriali e le città moderne attraversate per lavoro e come volontario della Croce Rossa gli hanno cucito sulla pelle il suo modo di guardare al mondo.