sabato
2 LUGLIO 2011
OMONONDA
di Fulvio Spanio |
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| Presentazione
dell’autore Fulvio Spanio è nato a Chioggia nel 1965, negl’anni in cui i bambini giocavano ancora per le calli e sulle barche ormeggiate alle rive: automobili e televisioni ce n’erano davvero poche. Ha frequentato il Liceo Artistico di Venezia e la Scuola per Operatori Forestali in Pian di Cansiglio. Dal 1996 abita a Dosson di Casier in provincia di Treviso dove esercita la professione di giardiniere ed è pure diventato barcaiolo di fiume. Per ritrovarsi libero come ai “bei tempi”, se ne va sulle Dolomiti a scorazzare per sentieri e pareti rimasti ancora selvaggi. Di tanto in tanto scrive racconti dei suoi percorsi per riviste di montagna, qualche poesia che è stata pubblicata su ‘Voci libere dal Territorio’ a Chioggia, ma soprattutto fotografa per portare via il paesaggio con se e poi esporlo a mostre fotografiche e serate di diapo-film. Questo libro è la sua prima grande avventura editoriale. Presentazione del libro Mira,
Venezia |
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Entrate,
entrate! E, mi raccomando, portate con voi ogni speranza, ‘ché qui vi troverà rispondenza, e rilancio! E dunque – vi chiederete – cosa mai potremo rinvenire fra queste dense pagine di tanto...? Di tutto un po’, e un po’ anche il Tutto stesso, che sicuramente vi risplende nei plurimi sensi che s’innestano armoniosamente a cuore… al Cuore di molte cose! Salta all’occhio già dal titolo che si parla della storia di un uomo, su cui si riflette la miglior anima di una città, di Chioggia, e il senso generale e metafisico di un viaggio nell’esistenza, cercando un “Senso” che tutti ci racchiuda. Il libro di una vita, di molte, di tutto un modo di esistere che a questi tempi ne fa sperare di migliori… altri tempi, finalmente diversi… perché l’anima dell’Uomo è in procinto di tornare! Lo si vede da tante cose: anche da questo libro! E’ questa una realtà o una favola? E’ una favola per bambini cresciuti, e che vogliono continuare a crescere restando un po’ bambini, e perciò si immergono nella Vita, dalle grandi acque ai grandi monti, e trascorrono senza paura tutto il racconto di gioia e dolore che la vita può dare. Questo è un racconto che per essere giustamente sentito solleciterà tutti i vostri sensi… per perdersi e ritrovarsi nel giardino profumato di parole, immagini, e soprattutto da tanta poesia. E se sentirete la vera poesia che serpeggia fra queste pagine coglierete in spirito i grandi occhi di bambino che traspaiono quasi a fissare il lettore, e invitarlo a |
sognare
la vera realtà, e non l’incubo in cui tutti oggigiorno sembriamo
viaggiare. Un siffatto sguardo può dunque allargare il limite di
un esistenza individuale per raccoglierne molte, se non tutte, può
stare su tutti i confini: fra natura e spirito, tra sud e nord, tra il
sole che nasce e quello che tramonta, tra sole e luna… può
immergersi nelle quattro forze: terra, acqua, fuoco, e aria come nelle
quattro stagioni dell’ anno e di una vita; e dal punto nodale che
congiunge tutte queste opposizioni le “Sette chiavi” della
vita sembreranno a portata, e si presagirà che talvolta il sogno
trova una sua realtà… come per gli scintilli notturni di
una laguna in amore, che hanno un sua concretezza… come l’anima
che trova nell’immensità del cielo delle vette la sua casa.
Tutto ciò non ha un prezzo ma vale più di tutte le concretezze
che l’attimo dopo vacillano. Ecco l’amico di mille sogni ha
raggiunto il suo: trasmettere e far amare il concreto valore del sogno,
a far amare il miglior cuore di una città che sta tra molti confini
e la voglia di superarli: Chioggia. In lui c’è il cuore di
quella cittadina che nel brillante recupero della sua leggenda più
vera, la Valle dei Sette Morti, sospesa tra molti mondi e che vuole muoversi
oltre i piccoli e corrosivi orgogli, per volgersi a vivere con gioia nel
Grande Respiro… oltre tutti i confini… che sulle ali di questo
romanzo, dal procedere magico, vi parrà di poter sorvolare per
vivere in una luce migliore… Marco Maria Mamprin |